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mi sono sbagliato...
oggi sono qui per dire che cavolo mi sono sbagliato ed anche di molto...
ho fiducia...
sono uno stupito perché ricado nei miei errori...valutativi...
per fortuna ho fiducia...
domani sarò a milano, sarò a milano con A. che deve andare alla cattolica a fare il colloquio per un master...
non posso pretendere di essere più felice...
scasate se non ho fatto il minimo sforzo per filtrare la miriade di pensieri che mi passavano per la testa e quindi vi ho propinato queste sbrodolate...
ti amo tatina...
On air: Elvis
cazzo se faccio fatica in certi momenti ad avere fiducia...
cosa succede...!?
perché a volte ci facciamo delle domande che fino ad un momento prima non ci avevano nemmeno sfiorato...
quali sono realmente le forze che muovono questo mondo...?
ci sono più persone che si muovono per interesse o più persone che si muovono perché credeno che ogni piccolo mattone serve per fare un muro...
perché le persone non sono più in grado di stare insieme...
leggevo le parole di una persona che conosco per vie indirette...
mi hanno sconvolto...
mi hanno sempre insegnato che stare con gli altri, fare le cose con gli altri, unire le proprie forze per raggiungere un fine è importante...
ora le persone non sono in grado di vedere oltre le proprie esisgenze...
cerco da sempre di fare da collante tra persone che hanno più difficoltà di me a capire il valore dello stare insieme...del faticare insieme...
a volte è come se mi svegliassi da un incubo e mi trovassi in un incubo...
...mi rattrista tutto questo...
mi rattrista il fatto che io di continuo mi confronto con i miei valori per cercare di fare delle scelte di un certo tipo...ma poi mi accorgo che sono pensieri solo miei...e allora mi viene voglia di mandare tutto affaanculo...
lo so no si capisce niente, ma è esattamente il groviglio di situazioni che mi costringe a stare così...
On air: Jazz
sono qui a scancherare con una cosa che non funziona e mi rompe le palle...
ho un mal di schiena da urlo...
A. non è stata bene e sono un pò preoccupato...
mia madre anche oggi mi ha rotto...ma io sono stato buono...
vabbè basta non mi lamento più...
On air: Sting....
sono giorni, settimane intense...tante cose da fare fuori e dentro l'ufficio...
tanti pensieri, tante sensazioni cmq nuove...da impare a conoscere...
ho poco tempo per il mio blog, per questa culla dei miei pensieri...
è stato un bel weekend...
è passato talmente velocemente che ora faccio quasi fatica a ricomporre tutti i pezzetti...
la cosa che più mi da gioia è che con A. posso tutto quello che ho sempre desiderato...e anzi molto di più
ci sono luoghi di me che non immaginavo nemmeno potessero esistere...
Venerdì dopo sono andato a prendere A., avevamo già conconrdato che avrebbe dormito a casa mia, infatti saremmo partiti alla mattina presto per Torino (dal mio paese con un pullman), destinazione Salone del Gusto...
è stato così dolce, è così grande averla accanto in situazioni così "normali"...la stanchezza non sopraggiunge mai...
il salone del gusto è un'esperienza esaltante, un mare di cose da conoscere e da assaggiare...
è un evento biennale, nella scorsa edizione io e la mia collega eravamo andati a gestire l'intero servizio di interpretazioni...trecentundici eventi in cinque giorni...
ritornarci mi ha dato una bella sensazione a metà, come quando torni a visitare una casa dove avevi abitato...e ora i ritmi e le scie di quella casa non sono più le tue, ma sono quelle di qualcun altro...
ma poi ci siamo lasciati travolgere dalla ricchezza e dall'euforia...
... ... ...
a dopo ora non riesco a continuare...
Buon weekend a tutti e tutte!!!
io domani me ne vado al Salone del Gusto di Torino...
ciao a Lunedì
succede sempre di notte...
come in questa notte, mia madre mi tocca dolcemente la schiena e mi dice "andiamo all'ospedale..."...
mio padre è malato, soffre di cuore da quasi vent'anni...
ora ne ha cinquantanove, allora, in quella sera di fine autunno, mi pare ne avesse quarantadue!
quella sera di fine autunno, tornando da un consiglio comunale (allora era vicesindaco) sulla sua polo nera, sentì una stretta forte al torace...e poi una pressione continua...
quella sera mentre tornava a casa fu assalito da un senso di colpa, quante sigarette fumate, quanti impegni rubati alla sua tranquillità, alla sua famiglia, a sua moglie, ai suoi figli ancora piccoli...
e se fosse morto?...
chi si sarebbe occupato di loro...?
quella notte aprì il finestrino e buttò tutto, sigarette (MS morbide tutti i giorni, Marlboro nei weekend) e accendino...
sperando di risolvere tutto...
ripromettendosi di cambiare vita da subito...ma era troppo tardi
quella sera o forse un po' prima ebbe inizio la sua storia da malato di cuore...
si perché noi compiamo infinite scelte che si legano tra loro e costituiscono la persona che siamo...
ogni momento abbiamo la possibilità di cambiare la nostra vita e la maggior parte delle volte non lo sappiamo...
lui lo sapeva quella sera...ma era troppo tardi...era gia troppo tardi
mio padre è una persona dinamica...mentalmente...strabiliante a tratti...
dopo due o tre infarti e due operazioni il dinamismo fisico è un lusso che non ti puoi più permettere...
mio padre ha subito due operazioni, gli hanno fatto e rifatto i bypass, per chi si intende un po dell'argomento...
succede quindi a volte che non si senta molto bene, succede sempre di notte, tra le quattro e le cinque...
mia madre lo sa già prima ancora di andare a letto...lo legge dai suoi movimenti, dai suoi modi...dal colore della sua pelle...da quante volte sbadiglia, sorrire o tace...
ma lascia che lui possa convivere con il suo malessere...e cerchi aiuto solo quando non ne può fare a meno...
mio padre convive con il suo male, si adattato alla vita del cardiopatico...ai limiti che la vita da cardiopatico impone...
mio padre tutto sommato è fortunato, ha degli strumenti comunicativi importanti, in tanti anni di impegno volontario ha fatto tante cose, ma soprattutto a permesso ad altri di esprimersi al loro meglio e quindi di fare tante cose...ma questa è un'altra storia...
mio padre, come potete vedere qui o qui era un insegnante...ha contribuito ad educare tanti ragazzi, tante persone che ora sono donne e/o uomini...ha sempre cercaro di intravedere e vedere oltre...non sempre è stato capito...ma penso abbia centrato il suo obiettivo la maggior parte delle volte...
mio padre stanotte non è stato bene e quindi l'abbiamo portato all'ospedale (mi ha appena chiamato mia madre, mi ha detto che sono già tornati a casa e che non ha nulla), verso un quarto alle cinque...
nove volte su dieci non succede nulla, ma una persona come lui, e le persone della sua famiglia non possono più permettersi di tralasciare anche il più lieve campanello d'allarme...
quando succedono queste cose, una moltitudine di pensieri aggrovigliano la mia testa...
cose che ora non riesco a spiegare...pensieri che ti fanno sentire piccolo ed indifeso...sensazioni che ti contorgono lo stomaco...
in questi momenti mi rendo conto di quanto amore mi ha donato la mia famiglia...e di quanto ne provo per loro...e per lui...
gli mando un abbraccio virtuale...si perché tanto non glielo darò!...ma è così...noi siamo così...
scusate...
On air: New York New York - Frank Sinatra
cos'è una famiglia?
cosa vuol dire essere una famiglia?
ieri ho avuto una discussione furiosa con la mia famiglia...
o meglio, con la capofila della mia famiglia, mia Madre...
mi sento in costante contrasto con lei...e pensare che è una persona di cui ho una stima assoluta, la persona a cui affiderei la cosa più importante della mia vita...
è la persona che mi ha permesso di essere qui...è la persona che ha guidato ogni mio passo, che mi ha medicato le sbucciature sulle ginocchia...
che ha passato le notti al mio fianco in ospedale...e potre stare qui anni a parlare delle cose che ha fatto per me e che fa...
Ora sono più grande, ma lei c'é sempre, c'é e non riesce ad accettare che non riesco più ad essere il bambino che non dormiva se non poteva annusare qualcosa che sapesse di mamma...del suo profumo...
cosa succede, cosa succede quando una necessita diventa fastidio...se mi metto nei suoi panni, ora che amo una persona, ora che alcune prospettive sembrano prendere una forma reale...se mi metto nei suoi panni, penso che soffrirei anche io per questo cambiamento...
ma è così, mi riprometto di cercare di capirla, tutte le volte, ma la sua presenza, il suo modo di voler avere un ruolo a tutti i costi nella mia vita, mi infastidisce...
Mia madre è una persona adorabile...
ma ci sono cose che non capisce, anzi che non vuole capire...dice la mia famiglia è così, mio padre e mia madre mi hanno insegnato così...certe cose non sono in discussione e quindi...c'è scontro...
è un dilemma irrisolvibile, per ora, penso fino a quando vivremo insieme...
sono sicuro che un giorno, quando io avrò costruito la mia vita, quando avrò dei bambini sarà tutto più semplice...
la amo molto...ma è forse la persona più difficile da amare...
On air: mi sei scoppiato dentro il cuore - Mina
Caro figlio mio
non sono molto informata su di te: sai, qui le notizie giungono in ritardo oppure non arrivano affatto, ma è tale il distacco rispetto al mondo reale che mi ci sono voluti tutti questi anni per mettere assieme, fra le pieghe dello spazio e del tempo, questi pochi pensieri.
Mi sembra di aver sentito che sei stato male e voglio sperare che col tempo ti sia rimesso e che abbia contribuito a portare avanti quel progetto di famiglia che, con mia soddisfazione, sono riuscita ad intravedere quando ancora questi occhi si lasciavano attraversare dalla luce.
Nonostante gli acciacchi, la malattia di tuo padre, credo che gli ultimi anni miei siano stati finalmente sereni, che in qualche modo mi sia stato restituito quanto mi spettava per la mia parte di diritto alla vita.
Vedi, io e tuo padre siamo andati incontro al nostro futuro senza certezza alcuna, senza contare su altra risorsa che non fosse il solo patto di stare stretti assieme.
Prima del matrimonio, vivere in famiglia per una donna non era di nessuna prospettiva: o lavorare in campagna o servire presso altri.
Così quando tuo padre ha cominciato a guardarmi con quei suoi occhi buoni e quando, con poche, essenziali parole, mi propose di andare a vivere con lui, decisi di farlo senza alcun rimpianto: per triste che sarebbe potuta essere quella nuova esperienza non sarebbe stata peggiore di quella che avevo vissuto fino ad allora.
C'era la guerra: siamo andati a sposarci in bicicletta a Portiolo e al ritorno abbiamo scoperto che il suo padre adottivo aveva mangiato crudi i cappelletti del nostro pranzo di nozze.
Abitavamo in un'unica stanza che doveva bastare per tre persone e poi per quattro ed infine per cinque quando, dopo l'arrivo dei figli, egli ha voluto portarsi a casa la sua "vera" madre, che l'aveva abbandonato all'orfanotrofio appena nato e che in vent'anni che è stata con noi non ci ha mai degnato della minima considerazione.
Quando lo hanno richiamato in guerra sono rimasta, da sola, a faticare in campagna, intanto che c'era da tirar su un bambino piccolo e accudire un vecchio inabile.
E anche quando siamo diventati mezzadri non siamo riusciti a modificare di molto una situazione di quasi totale dipendenza economica e così ancora una volta siamo stati nell'impossibilità di poter fare progetti.
Poi tuo fratello ha cominciato a lavorare - troppo presto poverino - ma almeno abbiamo potuto fare studiare te, investendovi tutte le risorse.
Ecco, nella tua laurea, nelle famiglie che tu e tuo fratello avete formato, nei nipoti, c'è stato il compimento del nostro mandato.
L' accontentarci di poco, il dedicarci totalmente agli altri, capisco che possa essere difficile da comprendere per il vostro mondo così moderno e disincantato: l'egoismo non ci è mai appartenuto perché, pur nella dolorosa ignoranza, sapevamo che non avrebbe mai saziato il nostro desiderio di vita, minimale quanto vuoi, ma che si doveva comunque realizzare in una dimensione più cosmica che singolare.
Vedi, io ti ho accennato spesso a questo ragionamento, anche se mai con un discorso organico come adesso: l'ho diviso in frammenti e l'ho mescolato a tanti gesti, agli incoraggiamenti, agli sguardi amorosi con i quali abbiamo accompagnato la vostra nascita, la crescita, il superamento delle asperità …
Per noi è stata un rosario di tribolazioni ma tutto sommato una favola positiva, almeno per il lieto fine: abbiamo comunque coltivato la speranza che la vostra avventura fosse più agevole e per l'intera sua durata.
E ora che il destino si è compiuto, anche questi pensieri che ho preservato svaniranno e la pace si occuperà definitivamente di noi.
tua madre e tuo padre
ps. tratto da "Piumini di Tifa" edizioni Diabasis, anno 2004
On air: take you on a cruise - antics - Interpol
Si potrebbe anche andarsene in silenzio
A scuola per cinquantun anni
Spesso i ragazzi hanno accettato questo gioco:
PS. questa è una bellissima poesia, che mio padre insegnante per una vita, ha scritto a tutte le persone che lo hanno accompagnato direttamente o non in questo viaggio...
chiudendo appena la porta dietro
ma ancora grava il peso
delle parole non dette
dei gesti sospesi
degli sguardi ciechi
di tutto quello che avrebbe potuto essere …
perché i panni dell'insegnare
diventassero la mia pelle!
Ma che splendida avventura!
Bastava mettere due pennellate qui,
accennare a un fondo di concretezza là,
aggiungere una trasparenza di sogno
e approdare di nascosto al limbo
dove in disparte si trastulla l'anima
tua e dei fanciulli
giusto il tempo per sbucare fuori
fra il dissolversi di un umore
e l'ebbrezza di un desiderio.
sapevano che non si sarebbero fatti male
che era giusto la stagione dello sbocciare …
A quanti
si sono sentiti compagni di viaggio
mi viene in un sussurro il grazie più sincero
colleghi
amici
fratelli
abbiamo iniettato nella scuola
la linfa della nostra vita.
Lasciare non è grande gloria
è solo deporre le armi
eppure c'é ancora l'alito
per dichiarare un'intenzione:
Io
che ho disprezzato la stanchezza,
vorrei poter essere stanco.
Io
che mi sono lanciato nell'arena del fare,
vorrei prendere un te con l'ozio.
Io
che sono stato sempre al fianco di tanti,
vorrei corteggiare la solitudine.
Io
che ho spinto all'amore per la scrittura,
vorrei cavalcare la frenesia del contare storie.
E comunque me ne vado
e mentre tante cose fino a ieri vive
cominciano già a sfumare
vi lascio, tutta intatta, la magia
dello stare fra i ragazzi
e anche i miei ferri vecchi
e tanta nostalgia.