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vediamo se mi ricordo cosa significa avere un blog...
sto scrivendo dal mio nuovo mac... anzi MacBook... l'ho preso per questo, per prendermi degli spazi...
per concentrare dei tempi, delle energie, per curare le mie passioni (come la fotografia)...
è qui tra le mie mani, perché c'é qualcosa che preme e mi preme avere uno strumento che mi aiuti a farlo uscire... che mi aiuti anche a comunicarti quanto ti amo!
nella mia vita sono cambiate e successe così tante cose in questi ultimi mesi di silenzio (nel senso di assenza dal blog) che non riesco nemmeno a visualizzarle tutte...
sicuramente le mie giornate sono state colme di lavoro, musica...e km...
montagna, cazzate...
On Air: Max Gazzè "Non è più come prima"
Poveretto chi non prova dolore, perché non può sapere cos'è l'armonia. Il dolore dà solidità alla gioia.

Frei Betto, un prete di quelli veri, che sta in mezzo alla gente, amico del presidente del Brasile Lula, mi ha inviato una lettera rivolta a un bambino brasiliano.
Ma potrebbe essere un qualunque bambino del mondo, anche italiano.
Leggetela, se volete, ai vostri figli.
“ Insegna a tuo figlio che il Brasile può farcela, e che deve crescere felice di essere brasiliano. Vi sono in questo paese giudici giusti, benché questa verità possa suonare sgradevole. Giudici che, come mio padre, non hanno mai dato lavoro ai familiari, pur avendo figli avvocati, che mai hanno sfruttato il proprio incarico per ottenere un favore e che, imparziali, hanno dato causa vinta anche ai poveri, contestando ricchi padroni o aziende che si sono viste obbligate a riconoscere che, per certi uomini, l’onore non è un bene negoziabile.
Insegna a tuo figlio che in questo Paese vi sono politici integri, amministratori competenti, autorità meritevoli che non si lasciano corrompere, che non nascondono le infamie sotto il tappeto, che non hanno paura di risultare sgraditi agli amici o di deludere i potenti, che hanno il coraggio di pensare con la propria testa e di tutelare più l'onore che la vita.
Insegna a tuo figlio che non avere talento sportivo o viso e corpo da top-model, che sentirsi brutti a confronto dei vigenti canoni di bellezza, non è motivo per perdere l'autostima. La felicità non si compra né è un trofeo che si conquista vincendo la concorrenza; è intessuta di valori e virtù, e disegna, nella nostra esistenza, quel senso per il quale vale la pena vivere e morire.
Insegna a tuo figlio che il Brasile ha dimensioni continentali e le terre più fertili del pianeta. Non è quindi giustificabile tanta terra senza gente e tanta gente senza terra. Così come la liberazione degli schiavi ha tardato, ma è arrivata, anche la riforma agraria avrà il suo momento. E auguriamoci che sulla sua strada scorra poco sangue.
Sappia tuo figlio che i senza terra che occupano aree incolte, indebitamente accaparrate dai latifondisti o abbandonate sono, oggi, chiamati "banditi", come un tempo la condanna aveva colpito Gandhi, seduto sui binari delle ferrovie inglesi, e su Luther King che occupava le scuole proibite ai negri.
Insegna a tuo figlio che pionieri e profeti, da Gesù a Tiradentes, da San Francesco d'Assisi a Nelson Mandela, sono stati invariabilmente trattati, dalle élite del loro tempo, da sovversivi, malfattori, visionari.
Insegna a tuo figlio che il Brasile è un paese lavoratore e creativo. Milioni di brasiliani si alzano presto ogni mattina, mangiano al di sotto dei loro fabbisogni e consumano la maggior parte della loro vita sul lavoro, in cambio di uno stipendio che non gli garantisce nemmeno l'accesso ad una casa propria. E tuttavia questa gente è incapace di rubare una matita dall'ufficio, un mattone dal cantiere, un attrezzo dalla fabbrica. Ed è orgogliosa di non cadere in basso, dove allo stesso livello si ritrovano i banditi dai colletti bianchi ed i piccoli malviventi. É gente fatta della stessa materia prima di quei netturbini di Vitória che consegnarono alla polizia dei sacchi pieni di denaro, che rapinatori di banca avevano nascosto in un secchio.
Insegna a tuo figlio ad evitare la corsia preferenziale di questa società neoliberista che cerca di inculcarci che essere consumatore è più importante che essere cittadino, che incensa chi dilapida fortune, che esalta più l'estetica che l'etica. Convincilo che la felicità non è il risultato della somma di piaceri, e che la via spirituale è un tesoro che si custodisce nel profondo del cuore - chi riesce ad aprirlo godrà di allegrie indescrivibili.
Sappia tuo figlio che il Brasile è la terra degli indios che non si sono piegati al giogo dei portoghesi, e di Zumbi, Angelim e Frei Caneca, di Joana Angélica e Anita Garibaldi, dom Helder Câmara e Chico Mendes.
Insegna a tuo figlio che non deve per forza essere d'accordo con il disordine stabilito e che sarà felice se si unirà a coloro che lottano per trasformazioni sociali che rendono questo paese libero e giusto. Trasmetterà allora a tuo nipote l'eredità della tua saggezza.
Insegna a tuo figlio a votare secondo coscienza, e a non avere mai disgusto della politica, in quanto chi agisce così è governato da chi non ne ha, e se la maggioranza dovesse provarlo, sarà la fine della democrazia. Che il tuo voto ed il suo siano in favore della giustizia sociale e dei diritti dei brasiliani immeritatamente così poveri e esclusi, per motivi politici, dai doni della vita.
Insegna a tuo figlio che ad una persona bastano pane, vino e un grande amore. Coltiva in lui i desideri dello spirito, il rispetto verso i più anziani, l’amore per la natura, la difesa dei più fragili.
Sappia tuo figlio ascoltare il silenzio, rispettare le espressioni di vita e lasciarsi amare dal Dio che lo abita.”
Frei Bettoè inutile mentire a se stessi...
troppe cose non si possono fare, troppe cose a cui pensare ti fatto vedere tutte le cose sfocate...
è inutile...
non sei un essere onnipresente, non puoi dire di si a tutti, "rischiando" di dimenticarti un si detto...o cose più importanti!
è inutile...
tante parole per garantire a te stesso che da ora in poi ti saresti preso cura della tua persona...
è inutile...
accetta di essere un pò meno di quello che hanno sempre tentato di farti credere...
già è difficile essere all'altezza delle richieste legittime che ti vengono fatte occupandosi solo di quella cosa...figuriamoci così!
non va bene!
è inutile, tu hai bisogno di qualcuno che ti tenga la mano...
come hai bisogno di renderti conto che per te è necessario essere amato ogni istante...
e svegliarti ogni mattina con la tua luce accanto è l'unica cosa che ti può aiutare ad essere un pò più vivo...ad essere un pò più vivo...
è inutile, perché a volte non sai se sei sveglio o meno, e il tempo ti sfugge come la sabbia tra le dità...
è brutto avere alcune volte la sensazione che la vita sublimi...
ora vado, speriamo che l'acqua mi aiuti a svegliarmi un pò da questo brutto torpore!
Ho passato gli anni della mia infanzia (dai 2 agli 8-9) in una corte di campagna splendida!
Una bella composizione di case, io abitavo nella casa dei "Signori" diciamo quella più bella e più grande (non per meriti particolari) e altre due famiglie abitavano rispettivamente la casa colonica (cioè quella dei contadini) e in una casetta della servitù...
Chiaramente queste sono distinzioni che non esistono e non esistevano, noi siamo sempre stati una famiglia modesta, ed i miei genitori hanno deciso di pagare un affitto oneroso per poter far crescere i propri figli in un bell'ambiente...
Ed è così che si è creato un clima di grande famiglia allargata, mia nonna Ermide con la nonna Eles (casa colonica) e Maria (casa servitù) e il marito Armando...mia madre Susanna con Ilva (casa colonica), mio padre Alfredo con Renzo (casa colonica), io e Raul (casa colonica), Roberto fratello di Renzo, mio fratello Giorgio con Rubes...i cani, i gatti e gli animali vari...
Noi abitavamo in una casa fantastica, immensa, le camere da letto tutte affrescate, ogni tanto me la ricordo ancora un pò la mia cameretta (cioè cameretta, praticamente la metratura di un bilocale in città), con le rondini sul soffitto...
Insomma, ci sarebbe davvero da scrivere un libro, perché li ci sono parti di storia della mia famiglia indelebili e bellissime...
Ma torniamo a noi, quest'anno, come ogni anno dal lontano 1981, abbiamo festeggiato tutti insieme con la famosa cena della corte dove tutti quelli che abitano o che hanno abitato e lavorato li si trovano e stanno insieme, per non dimenticare i legami importanti...
Ci siamo trovati, nonostante qualcuno nel corso degli anni abbia dovuto abbandonare la corsa per la stanchezza, (mia nonna ci ha lasciati da tempo, Eles da qualche anno, Armando invece solo da un anno)...
Quest'anno però è successo qualcosa di anomalo, sono state invitate persone che non centravano, da persone che non hanno mai fatto parte della mentalità che invece ha cementato il nostro gruppo...
insomma non è stato molto bello vedere molta gente che non centrava, che mangiava e beveva e basta, senza preoccuparsi del lavoro delle persone che avevano preparato tutto..
Allora, abbiamo deciso di non perderci d'animo e quantomeno di uscire (ieri sera) a mangiare una pizza...
E' stata una bella serata, una serata di ricordi, e battute...a tratti un po triste...ma ricca di sensazioni vere...di valori grandi...
In qualche modo l'ho raccontata, avevo bisogno di dirlo...
ON AIR: Stelle - Francesco Guccini - D'amore di morte e di altre sciocchezze
dopo troppo tempo riesco a pubblicare le foto della mia vacanza come educatore di ragazzi tra i 12 e i 14 anni...in Val Rendena...
il lago nero
il lago serodoli
il principio della Val Genova...(per fare chiarezza dove ci sono le cascate Nardis)...
dopo il "fuoco" dell'ultima sera dove ci si raccconta come è andata...
io e Ise con dietro le tre Lobbie...
il lago ghiacciato...stupendo...
si sale per arrivare al rifugio Città di Trento al Mandrone (2600 m.)
un momento di preghiera con i ragazzi per ringraziare chi ci preserva da 30* anni in queste escursioni montane...
amo la montagna...
amo stare e conoscere persone nuove...
qui tra le montagne si imparano i più bei valori che una persona dovrebbe avere...
amore, rispetto, pazienza, tolleranza, disponibilità...
*(da 30 anni la nostra parrocchia porta ragazzi di età diverse su è giu per le montagne senza avere mai un incidente grave...)
ON AIR: splendere ogni giorno il sole - Max Gazzé
ecco cosa è successo ieri pomeriggio a Pegognaga (MN) e quindi a casa mia...
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scusate il bagno...
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parte dello studio...
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altra parte dello studio...
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l'entrata del garage...
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dentro il garage...
e a dire la verità, un'ora dopo il livello dell'acqua è cresciuto ancora di 25 cm, per arrivare ad un massimo di 75 cm!!
nel mio paese in due ore sono caduti più di 250 mm di pioggia...
negli ultimi 100 anni non ci sono documentazioni su un avvenimento del genere!
stanotte alle due abbiamo finito di liberare la casa dall'acqua dopo essere stati assistiti da vigili del fuoco e autobotti...
no comment...
non oso immaginare cosa sia successo a NEW ORLEANS!!
scusate!
Ambrogio Fogar nasce a Milano il 13 Agosto 1941. Fin da giovanissimo coltiva la passione per l'avventura. A soli diciotto anni attraversa le Alpi con gli sci per ben due volte. Successivamente si dedica al volo: al suo 56° lancio con il paracadute subisce un grave incidente, ma si salva con grande fortuna. La paura e lo spavento non lo fermano e arriva ad ottenere il brevetto di pilota per piccoli aerei acrobatici.
Nasce poi un grande amore per il mare. Nel 1972 attraversa in solitario l'Atlantico del Nord per buona parte senza l'uso del timone. Nel gennaio 1973 partecipa alla regata Città del Capo - Rio de Janeiro.
Dal giorno 1 novembre 1973 fino al 7 dicembre 1974 compie il giro del mondo in barca a vela in solitario navigando da Est verso Ovest contro le correnti e il senso dei venti. E' il 1978 quando "Surprise", la sua barca, nel tentativo di circumnavigare l'Antartide viene affondata da un'orca e naufraga al largo delle isole Falkland. Comincia la deriva su una zattera che durerà 74 giorni con l'amico giornalista Mauro Mancini. Mentre Fogar verrà tratto in salvo per coincidenze fortuite, l'amico perderà la vita.
Dopo aver trascorso due mesi intensi ed impegnativi in Alaska per imparare a guidare i cani da slitta, Fogar si trasferisce nella zona dell'Himalaia e successivamente in Groenlandia: il suo obiettivo è preparare un viaggio in solitaria, a piedi, per raggiungere il Polo Nord. L'unica compagnia sarà il suo fedele cane Armaduk.
Dopo queste imprese Fogar approda in televisione con la trasmissione "Jonathan: dimensione avventura": per sette anni Fogar girerà il mondo con la sua troupe, realizzando immagini di rara bellezza e spesso in condizioni di estremo pericolo.
Fogar non poteva non subire l'attrazione e il fascino del deserto: tra le sue avventure successive annovera la partecipazione a tre edizioni della Parigi-Dakar oltre a tre Rally dei Faraoni. E' il 12 settembre 1992 quando durante il raid Parigi-Mosca-Pechino la macchina su cui viaggia si capovolge e Ambrogio Fogar si ritrova con la seconda vertebra cervicale spezzata e il midollo spinale tranciato. L'incidente gli provaca un'immobilità assoluta e permanente, che ha come grave danno conseguente l'impossibilità di respirare autonomamente.
Da quel giorno per Ambrogio Fogar resistere è l'impresa più ardua della sua vita.
Durante la sua carriera Fogar è nominato commendatore della Repubblica Italiana e ha ricevuto la medaglia d'oro al valore marinaro.
Nell'estate del 1997 compie un giro d'Italia in barca a vela su di una sedia a rotelle basculante. Battezzato "Operazione Speranza", nei porti dove si ferma, il giro promuove una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle persone disabili, destinate a vivere su una carrozzella.
Ambrogio Fogar ha scritto vari libri, due dei quali "Il mio Atlantico" e "La zattera", hanno vinto il Premio Bancarella Sport. Tra gli altri titoli ricordiamo "Quattrocento giorni intorno al mondo", "Il Triangolo delle Bermude", "Messaggi in bottiglia", "L'ultima leggenda", "Verso il Polo con Armaduk", "Sulle tracce di Marco Polo" e "Solo - La forza di vivere".
Per comprendere i valori umani che Fogar rappresentava e che egli stesso voleva trasmettere sarebbero sufficienti poche delle sue stesse parole (tratte dal libro "Solo - La forza di vivere"):
"In queste pagine ho cercato di mettere tutto me stesso. Soprattutto dopo essere stato così duramente ferito dal destino. Tuttavia ho ancora un ritaglio di vita. E' strano scoprire l'intensità che l'uomo ha nei confronti della voglia di vivere: basta una bolla d'aria rubata da una grotta ideale, sommersa dal mare, per dare la forza di continuare quella lotta basata su un solo nome: Speranza. Ecco, se leggendo queste pagine qualcuno sentirà la rinnovata voglia di sperare, avrò assolto il mio impegno, e un altro momento di questa vita così affascinante, così travagliata e così punita si sarà compiuto. Una cosa è certa: nonostante le mie funzioni non siano più quelle di una volta, sono fiero di poter dire che sono ancora un uomo."
Ambrogio Fogar veniva considerato un miracolo umano, ma anche un simbolo e un esempio da seguire: un sopravvissuto che può portare la speranza a quei duemila sfortunati che ogni anno in Italia sono vittime di lesioni midollari; il suo caso clinico dimostra come si può convivere con un handicap gravissimo.
"È la forza della vita che ti insegna a non mollare mai - racconta lui stesso - anche quando sei sul punto di dire basta. Ci sono cose che si scelgono e altre che si subiscono. Nell'oceano ero io a scegliere, e la solitudine diventava una compagnia. In questo letto sono costretto a subire, ma ho imparato a gestire le emozioni e non mi faccio più schiacciare dai ricordi. Non mi arrendo, non voglio perdere".
Dal suo letto Ambrogio Fogar aiutava la raccolta di fondi per l'associazione mielolesi, era testimonial per Greenpeace contro la caccia alle balene, rispondeva alle lettere degli amici e collaborava con "La Gazzetta dello Sport" e "No Limits world".
Dalla scienza arrivavano buone notizie. Le cellule staminali danno qualche chance: si sperimentano per la sclerosi multipla, poi, forse, per le lesioni midollari. Contemporaneamente all'uscita del suo ultimo libro "Contro vento - La mia avventura più grande", nel mese di giugno 2005 arrivava la notizia che Ambrogio Fogar era pronto a recarsi in Cina per sottoporsi alle cure con cellule fetali del neurochirurgo Hongyun. Poche settimane dopo, il 24 agosto 2005, Ambrogio Fogar si spegneva, a causa di un arresto cardiaco.
"Io resisto perché spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo", diceva Fogar. E in quel cielo, tra le le stelle, ce n'è una che porta il suo nome: Ambrofogar Minor Planet 25301. Gli astronomi che l'hanno scoperta l'hanno dedicata a lui. È piccola, ma aiuta a sognare ancora un po'.
sospiri...
si perché non è giusto mentirci, o meglio ignorare questa cosa qui...
ti amo senza difese...
ti amo come se dal primo giorno non fosse passato un attimo...
e ti amo come se conoscessi di te ogni più delizioso particolare...
amo di te le dolci fossette, amo di te il profumo della tua pelle...
amo di te la tua imprevedibilità...
amo di te la nostra differenza, mi accorgo di amarla soprattutto dopo averla riconosciuta...
amo ti te lo sforzo che devo fare per capire quanto valore c'é in quello che sei, in quello che hai fatto, nei rapporti che hai costruito...
amo la tua bocca, amo i tuoi occhi a cui non riesco a resistere...mai...
amo il tuo corpo, così perfetto e armonioso, delicato, nelle sue piccole imperfezioni...
amo la tua cocciutaggine, amo la tua sicurezza e la tua incertezza...
amo la tua bella paura, anche se a volte andrebbe un pò controllata...
ecco ti amo, e ora, come in ogni momento, fermandomi a mettere insieme tutto quello che ti ho detto, il cuore mi esplode, il fiato si più corto e una lacrima vorrebbe poter scendere...
e dolcemente mi lascio coccolare da questa mia consapevolezza, di essere una persona estremamente fortunata!
viviamo un momento importante, viviamo una storia da cui entrambi ci aspettiamo il massimo da sempre...
a volte con il rischio di essere più concentrati sul cosa vorremmo, che non su quanto siamo belli, tu, io, noi...
viviamo ogni giorno, come se fosse il nostro giorno...
pensiamo a noi come la cosa più nostra...
buona giornata amore mio...
il resto te lo diranno i miei occhi...
ON AIR: (tanto) - Buon Sangue - Lorenzo 2005
quando crescono?
io lo so che sono un'entusiasta, ma le cose e i valori che hai condiviso sempre insieme, possone effettivamente cambiare, oppure siamo così delle merde da rovinare i nostri bei rapporti solo per far vedere che siamo in grado di fare anche a meno degli altri!
ora, D., M. (detto B.) e io eravamo il "Trio Lescano" nell'ultima fila di banchi durante gli anni delle superiori, tanto uniti da portare avanti un'amicizia vera...
inoltre ne abbiamo fatte di ogni...
e quando dico di ogni, intendo proprio di ogni!!
bene, ora io, che sono uno stupido perché mi prendo sempre la responsabilità di organizzare delle cose chesento profondamente, ora io ho organizzato questo ritrovo, ho messo a disposizione il mio tempo e la mia casa in campagna per questo ritrovo della classe delle superiori, ho contattato tutti, a tutti ho ricordato che la festa non è festa senza ognuno di loro...
Bene, da qualche anno il rapporto tra il trio lescano non è esattamente più lo stesso, B. è a Mantova e io sono colpevole di non averlo cercato molto nell'ultimo periodo (lungo periodo), D. sta sempre a Parma, ma noi ci sentiamo regolarmente (lui non uscirà mai dalla mia vita, è sicuramente il mio secondo fratello, una parte della mia vita e della mia famiglia)...D e B non si parlano quasi più, D e B hanno preso lo stesso voto all'uscita dalle superiori (e B. era invidioso perché D. vive in generale con un pò più di leggerezza le cose, si "gode" di più la vita), hanno preso lo stesso voto all'uscita della medesima facoltà... e B. incalzato da sua madre ancora geloso...
Ora, sabato D. ha incotrato B. a Parma...e gli ha detto che alla festa/cena non ci sarà perché non fa in tempo e non gli interessa nemmeno molto!
sai quando in qualche modo per certe persone metteresti la mano sul fuoco...ecco e, quindi dopo averla messa ti scotti un bel pò e ci rimani di merda!?
non capisco...
davvero non capisco!
ON AIR: Mentre tutto scorre - Negroamaro